DONNE CHE CORRONO COI LUPI

Avete mai letto il libro DONNE CHE CORRONO COI LUPI di Clarissa Pinkola Estès? Un libro che credo tutte dovremmo leggere in cui mi ci ci sono assolutamente riconosciuta e ritrovata. Un conforto e un input per quelle donne che come me hanno scelto di seguire il loro io selvaggio, il loro maestro interiore ,e che spesso ,a causa del loro percorso e scelte di vita, vengono guardate con diffidenza, addirittura ritenute pazze. Anzi, in famiglia si cerca di reprimere se non addirittura spegnere questo lato selvaggio, ma Clarissa ci ricorda che: “Anche la più repressa delle donne ha una vita segreta, con pensieri segreti e sentimenti segreti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera delle donne custodisce il posto dell’io selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un’apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.” E l’apertura arriva eccome, quando ne diventiamo consapevoli, e quel vivere nel guscio famigliare non ci basta più. Non siamo nate solo per essere madri e mogli, abbiamo missioni più alte da compiere, siamo e siamo state streghe, sciamane, guaritrici dobbiamo solo ricordare chi siamo davvero. Quando saremo pronte e avremo acquisito la giusta consapevolezza, conosceremo una rabbia e una voglia di emergere senza pari, e allora “Arrivano momenti in cui è d’obbligo liberare una rabbia che scuota i cieli. Occorre per questo scegliere il momento giusto, la collera non va scatenata in modo indiscriminato.” La rabbia che portiamo dentro è tanta ma non necessariamente negativa. La rabbia è una potente energia che se usata in modo costruttivo ci permette di realizzare grandi cose. Ma perché questo sia possibile “Dobbiamo trasformare la rabbia non in un fuoco distruttivo ma in un fuoco capace di cuocere.” Come ho detto poc’anzi la rabbia è un’energia e può essere canalizzata e indirizzata, a noi la scelta dove portarla. La nostra missione qui è portare Amore, e trasmutare la rabbia in amore è un lungo percorso non privo di sofferenza che solo una donna che corre coi lupi è in grado di affrontare.
Anna Cascitelli